Archive for the ‘food’ Category

About life en plein air*

lunedì, luglio 10th, 2017

Summertime is the best season to enjoy some fresh air, so what about splurge with some pic-nic, garden party and tea? Here’s what makes us dreaming!

Romantic Picnic for Two
Image Credit: The Kitchen Witch

 

Sunset meal!

 

Pastels colors are so much fun!
Image Credit: THE STITCH

 

A nice picnic into the woods.
Image Credit: Papered Heart Photography

 

the Queen Elisabeth II and the famous Garden tea.
Image Credit: Royal UK official website.

a volte ne basta un GRAMMO*

giovedì, dicembre 17th, 2015

Di che materia è fatta la felicità? secondo noi ha due sapori: caffè e pasta frolla. Al primo ci pensiamo noi, al secondo ci pensa la meravigliosa coppia di GRAMMO: Paolo e Marta infatti sfornano momenti di pura poesia e non semplici biscotti. Gli ingredienti sono semplici e freschi, anche perché queste delizie sono confezionate solo al momento dell’ordine. E poi sono personalizzati! Frasi, decori, grafiche: piccole tessere zuccherine a comporre un mosaico di dolcezza. Irresistibili.

Andate a curiosare sulla loro pasticceria online!

Dell’arte di impacchettare i regali: FUROSHIKI*

lunedì, dicembre 14th, 2015

Premessa: adoriamo impacchettare. Per noi appassionate di packaging è un’altra occasione di aggiungere un “pacchetto al pacchetto”! Quest’anno abbiamo voluto pensare a qualcosa di davvero speciale proveniente dal Paese del Sol Levante in una parola: Furoshiki o dell’arte di impacchettare. Non è necessario avere carta o nastro adesivo o nemmeno un paio di forbici, quel che serve è solo un pezzo di stoffa quadrata (minimo di 50 cm) e qualche semplice istruzione. Per confezionare questo quadrato di stoffa abbiamo cucito una pezza con qualche scampolo di tessuto Liberty acquistato dalle nostre amiche di Supercut.it, e con solo questo mezzo ecco che cosa abbiamo realizzato!  In particolare l’impacchettare forme sferiche o cilindriche si chiama SUIKA TSUTSUMI (ovvero l’incarto del melone :-)

 

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Christmas game: ON!

giovedì, dicembre 10th, 2015

Il conto alla rovescia per la notte di Natale è ufficialmente iniziato. L’albero di Natale, i decori, le lucine già installate e testate a prova di animale domestico. L’unica cosa che manca sono loro: i regali di Natale. Oramai ci sono mille modi per fare shopping (noi preferiamo quello online), per trovare il regalo giusto che comunichi gratitudine ed affetto ad una collega, amica, parente, amante, estetista, parrucchiere, avvocata. Il freno è essenzialmente il portafoglio ma, dal momento che siete nostri lettori, siamo sicure che avrete già trovato il Perfetto Regalo di Natale (sia esso un cesto di bontà natalizie, un libro, un pensiero) per cui, sediamoci, prendiamo un caffè e vediamo di catalogare le diverse categorie di acquirenti.

– nostalgici col pallino del fai-da-te

Riescono a creare sottopiatti con tappi di bottiglia,  vasi con vecchie lampadine ad incandescenza, borse con cinture di sicurezza. Probabilmente per Natale vi hanno preparato un portafoglio confezionato con ritagli di vecchi giornali. Tendono ad essere permalosi, accettate simulando entusiasmo.

– masochisti/aggressivi

Accettano con lo stoicismo dei primi martiri di varcare le forche caudine dei Centri Commerciali prima di Natale, durante il week-end. Garruli e felici per loro non sarebbe davvero Natale se non avessero un corpo-a-corpo con zia Cornelia per l’ultimo iPod al più vicino Apple Store. Sappiate, per voi che lo ricevete, che quell’iPod è macchiato di sangue. Sorridete e sperate che non arrivino i RIS di Parma.

– ritardatari

Sono convinti che potranno tranquillamente trovare il libro più ricercato o l’ultimo ritrovato della tecnica alle 18:00 del 24 dicembre. Falliscono miseramente e si presentano con il cesto dei regali dell’Autogrill. Pazienza, ci vuole tanta pazienza con loro.

– programmatori

Hanno già preparato i regali approfittando dei saldi estivi. Probabilmente per voi c’è una crema solare protezione +50 che vien sempre comoda sulle piste da sci. Avrebbe potuto andarvi peggio.

– gourmet

Sono la vostra ultima speranza: appassionati di cucina sanno sempre stupirvi con cesti natalizi pieni di prelibatezze di cui voi ignorate origine e uso. Ma fa sempre piacere ricevere perché le confezioni sono spettacolari.

E voi, a quale categoria appartenete?

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AQUISTA-ORA

Fake it till you make it! Visiting the MoFAD lab in Brooklyn

giovedì, novembre 26th, 2015

I was strolling through the neighborhood (East Williamsburg) a few weeks back when I spotted a row of Bacon flavoured potato chips prominently featured in the window display of the local vegan provisions shop. I did a double take inspired by both desire and confusion. The woman at the counter assured me that the chips contained synthetic bacon flavor and were entirely vegan. Huh, maybe I could go vegan afterall. Not likely!

The experience left me intrigued about chemical flavoring though. Growing up in the States I semi-unknowingly consumed artificial flavors in snacks from a young age. I was familiar with the concept of artificial vanilla, but the existence of a bacon flavor never entered my consciousness. I was able to dive into this world at the recently opened Museum of Food and Drink ( MoFAD ) lab in Brooklyn, the temporary space for the museum concept until they can secure a permanent home. The show on view Flavor: Making it and Faking it,  playfully exposes the history of the chemical flavoring industry starting with the advent of artificial vanilla flavoring: vanillan. I learned that vanillan has been produced from various materials including animal dung ( this one wasn’t vetted for sales), paper pulp, clove oil and yeast. There were even candy dispenser-like machines that dosed out tablets of vanilla and vanillan so I could compare them. The coolest part of the exhibition has to be the assortment of artificial flavor experience, or “smell-synth,” stations dominating the room. My favorite was a coca-cola themed station based on a few known flavor components in the drink. You could smell the scents of lime, cinnamon, orange, and vanilla, each indiviually by pressing a button. Or, press all four buttons at once and voila! Coke!

The show uses video, hands-on experience and graphics-rich texts to immerse you in the deliciously bizarre workings of taste technology that quietly flavor our world.

MoFAD lab is allegedly just the first step of the MoFAD experience, but I liked its small, uninstitutional scale. It’s currently housed in a lofted open space comparable to a commercial garage. What could be next? A space where you could potentially help orchestrate an ancient Roman meal? That’s the plan!

[ words by our special guest Inger-Lise McMillan ]

Coffee Smell Machine

Coffee Smell Machine

MoFAD entrance

MoFAD entrance

MoFAD LAB

MoFAD LAB

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L’oro è un colore fondamentale per l’Aquarello

giovedì, luglio 16th, 2015

Ci sono momenti in cui ci sentiamo particolarmente fortunate ed essere le ospiti d’onore dello chef stellato Mario Gamba di Acquarello a Monaco rientra sicuramente nel novero. Compito arduo – ed infatti non ci proviamo nemmeno – tentare di descrivere quel cibo degli Dei che ci hanno offerto che, al pari di un’esperienza mistica, è difficile da riportare senza sembrare o folli o completamente inadeguate. Una cosa possiamo comunque affermare con certezza: abbiamo capito perché il ‘sottotitolo’ del ristorante è « Cucina del Sole ». E come potrebbe non esserlo un luogo che fa un uso così raffinato del colore giallo declinato in mille toni? noi siamo rimaste particolarmente colpite da un certo uovo ricoperto di foglia d’oro. Purtroppo non lo abbiamo fotografato – rapite come eravamo nell’estasi – e così vi possiamo solo presentare uno fra i dessert che ci hanno deliziate.

uno dei dessert che ci hanno deliziate: cioccolato bianco e foglia d'oro

uno dei dessert che ci hanno deliziate: cioccolato bianco e foglia d’oro

 

Turner, Acquerello di Venezia al tramonto, 1840. Ecco cosa ci ha ricordato la 'Cucina del Sole'

Turner, Venezia al tramonto, aquarello 1840. Ecco cosa ci ha ricordato la ‘Cucina del Sole’.